"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

venerdì 8 aprile 2011

La Cattedrale di Santiago di Compostela celebra l’ottavo centenario di consacrazione

Era il 1211 quando la Cattedrale di Santiago de Compostela, in Spagna, veniva consacrata. A distanza di 800 anni da quella data, l’arcivescovo della città, mons. Julian Barrio Barrio, ha indirizzato una Lettera pastorale a tutti i sacerdoti, i diaconi, i seminaristi, i consacrati dell’arcidiocesi, così come anche a tutti i fedeli laici. 

Nel lungo documento, il presule riflette innanzitutto sul significato dell’ottavo centenario: “Si tratta di un’occasione provvidenziale affinché tutti i fedeli dell’arcidiocesi rendano grazia a Dio per il dono della fede che ci ha trasmesso e perché, a nostra volta, ci preoccupiamo di trasmetterlo alle generazioni future”, comprese a quelle battezzate, ma che non si integrano nella vita della Chiesa con “una fede attiva”. 

“Senza dubbio – scrive mons. Barrio – questa celebrazione ci aiuterà a ravvivare la nostra consapevolezza di appartenere alla comunità ecclesiale diocesana, facendo così della Chiesa una casa ed una scuola della comunione”. Tre le caratteristiche che deve avere la Cattedrale, sottolinea poi l’arcivescovo di Santiago: essa deve essere “aperta, viva ed accogliente”. 

“Una casa aperta in cui tutti possono entrare per pregare, ammirare l’arte o semplicemente assaporare il silenzio in cui è più facile ascoltare la Parola di Dio e meditarla nel cuore”. Il luogo di culto deve essere poi una casa viva, nel senso di “abitata, ovvero in cui la presenza della comunità è assicurata. Chiunque vi entri, deve notare le caratteristiche della comunità cristiana”. Infine, la Cattedrale deve mostrarsi come “una casa accogliente, in cui si manifesta la vita della Chiesa locale”, ma anche “la Chiesa nella sua totalità”. 

Scrive ancora mons. Barrio: “La Cattedrale non è un museo. In essa, la Chiesa pellegrina prega e celebra il mistero della fede, perché se Gesù non fosse resuscitato, questo edificio non avrebbe senso. Sarebbe solo una casa vuota e triste”. In quest’ottica, il presule spagnolo sottolinea che “la Cattedrale è un simbolo della Chiesa visibile di Cristo” ed attraverso “la maestosità della sua struttura architettonica, essa è segno del tempio spirituale che sorge nell’anima di ciascuno di noi”. 

Per questo, “le fondamenta della Cattedrale ci ricordano che noi, pietre vive della comunità cristiana, dobbiamo poggiarci su Cristo, ieri, oggi e sempre, vera pietra angolare”. Con un’immagine particolare, inoltre, mons. Barrio paragona la Cattedrale “ad una maestra, poiché spiega la fede attraverso la sua costruzione; ad un ospedale, quando accoglie i pellegrini stanchi per le fatiche e le incertezze della vita; ad una guardia che veglia sulla tomba di San Giacomo Apostolo”. 

Infine, la Lettera pastorale si conclude con l’auspicio che “la speranza cristiana che dà senso, forza ed impulso alla fede, proiettandola giorno dopo giorno verso la sua meta definitiva, possa continuare a risuonare nella Cattedrale di Santiago de Compostela”.

Isabella Piro (Radio Vaticana)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ehi! Ma io questa notizia la conosco! ;0))
Ciao Giovanni, a presto!
Isabella

Giovanni Tridente ha detto...

Hai ragione, Isabella. Come vedi, ho cercato di rimediare al "tortino"... Mi rallegra che tu sia una produttrice di "buone notizie" per questa nostra "Giovane Chiesa". Un abbraccio e a presto!

Posta un commento

Resta aggiornato via Email

Archivio

 

GIOVANE CHIESA Copyright © 2011 -- Template created by O Pregador -- Powered by Blogger