"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

martedì 31 maggio 2011

La Caritas di Terni festeggia i 10 anni della mensa "San Valentino"

La Caritas della diocesi di Terni festeggia il 4 giugno i dieci anni della mensa “San Valentino”. 

Aperta il 3 giugno 2001 per volere del vescovo mons. Vincenzo Paglia, la mensa è affidata ai volontari della Caritas diocesana. L’attività si è sviluppata nel tempo garantendo “un servizio quotidiano anche festivo alle tante persone per le quali la mensa è divenuta anche un luogo d'incontro e di fraternità”, si legge in una nota della Caritas. 

La media delle presenze è stata di circa 70 persone. Sono stati forniti 25.500 pasti l'anno, in aumento di circa il 20% rispetto al 2009. Sono aumentate le presenze di badanti rimaste senza lavoro e delle famiglie italiane e straniere con minori.

In aumento gli italiani senza fissa dimora. Oltre al pasto serale si distribuiscono generi alimentari di prima necessità come pane, pasta, latte, biscotti, riso e fette biscottate. 

Per i senza fissa dimora vengono distribuiti dei cestini per il pranzo. 80 volontari, tra i 18 e i 75 anni, garantiscono il corretto funzionamento della mensa. 

Nel periodo invernale sono state distribuite bevande calde nei luoghi dove i senza fissa dimora dormono. Infine, dalle ore 17 alle 19, presso la mensa tre volontari ascoltano le problematiche delle persone che usufruiscono del servizio. 

Per ulteriori informazioni: www.diocesi.terni.it

lunedì 30 maggio 2011

Solisti, gruppi gospel, band e cori per l'edizione 2011 del Good News Festival romano

Un grido in musica, una richiesta d'aiuto per la propria cecità spirituale sull'esempio del cieco nato, capace di una fede così grande da invocare Gesù quale unico guaritore. Questo è “Come vorrei”, il brano che ha vinto la terza edizione del Good News Festival, rassegna romana dedicata alla canzone di ispirazione cristiana organizzata dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile. 

La premiazione di Francesca Carcione, autrice ed interprete di «un testo toccante», come è stato definito dalla giuria, è avvenuta nella tarda serata di sabato (28 maggio) dopo che sul palco, allestito presso la parrocchia di San Lino alla Pineta Sacchetti, si erano esibiti i 12 finalisti. Solisti, gruppi gospel, band, cori, giovani e giovanissimi ma anche coppie di sposi, animatori di comunità, seminaristi, tutti con l'entusiasmo di «cantare la fede», che era poi il tema scelto per questa edizione del festival, volutamente in linea con quello della prossima Gmg di Madrid: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”.

«Edizione dopo edizione il festival cresce – ha detto don Maurizio Mirilli, direttore del Servizio per la pastorale giovanile della diocesi – sia in qualità che in quantità». Trentacinque i file mp3 pervenuti quest'anno alla segreteria organizzativa del Good News Festival, oltre 90 i brani ascoltati in questi tre anni; sei le parrocchie romane toccate dalla manifestazione che hanno ospitato semifinali e finali. 

Quest'anno la serata conclusiva della rassegna canora ha coinciso con la festa dei giovani della XXXIII prefettura, scelta per questo motivo come location ideale, e si è svolta in un clima di festa e condivisione tra note e stand gastronomici anche equo solidali. 

Ad animare l'evento musicale, non solo le voci dei finalisti ma anche quelle degli ospiti: sono intevenuti i Kerigma, un gruppo che coniuga la meditazione della Scrittura con il canto; Neks - Federico Granaldi, un giovane rapper in gara all'ultimo Festival di Sanremo; e Tony Nevoso che nel 2000, a Tor Vergata, intonò la prima strofa dell'“Emmanuel”, l'inno della Gmg di Roma. I due cantautori facevano anche parte della giuria chiamata a decretare il vincitore del Good News Festival 3, insieme a don Maurizio Mirilli, padre Raffaele Giacopuzzi, direttore artistico della manifestazione e Alberto Nadel, tecnico del suono della Radio Vaticana.

Loro cinque hanno posto sul podio, dal basso, Antonio Francesco Parrisi che con “I binari dell'esistenza” ha cantato «in modo moderno ma profondo» la fede quale elemento imprescindibile nel viaggio della vita; i The Voice perché «coinvolgenti e molto originali» nel professare la loro fiducia in Dio con “Io credo in te”; e, appunto, Francesca Carcione che ha dedicato la vittoria al marito, coautore del suo brano, e a Gesù che in “Come vorrei” ha invocato «con una splendida voce e un'ottima interpretazione». A lei, come premio, la possibilità di incidere in una sala di registrazione professionale la sua canzone che sarà inoltre disponibile on line sulla piattaforma digitale di I-tunes, in vendita a 0,99 euro. 

A tutti i partecipanti l'invito ad esibirsi sabato prossimo (4 giugno) alGP2, il Centro Giovanile intitolato a Giovanni Paolo II, perché «l'obiettivo del Good News Festival – ha spiegato don Mirilli – è quello di incoraggiare i giovani a comporre musica cristiana offrendo loro spazi ed occasioni per esibirsi, per cantare la propria fede, cantare per amore di Dio». 


Per ulteriori informazioni sul Good News Festival: http://www.goodnewsfestival.it/ 


-Roma7-

venerdì 27 maggio 2011

A Lamezia Terme il Festival della Dottrina Sociale della Chiesa

La Diocesi di Lamezia Terme ha promosso la prima edizione del "Festival della Dottrina Sociale della Chiesa" che si svolgerà in serata presso la Cattedrale.

L'iniziativa è stata voluta dal Vescovo Mons. Antonio Cantafora e celebra in un certo modo il V anniversario della scuola di Dottrina sociale promossa in Diocesi per formare i partecipanti ad “una adeguata conoscenza e padronanza dell’economia civile e di comunione spendibile come valore aggiuntivo sul territorio”.

La scuola ha tre sedi sul territorio diocesano e accogliere studenti universitari, imprenditori, giovani professionisti, educatori ed altre figure professionali.

Durante la manifestazione saranno premiati gli alunni vincitori del concorso bandito dalla Diocesi per le scuole secondarie di I e II grado sul tema dell'Enciclica "Caritas in Veritate" di Benedetto XVI, in preparazione anche alla visita che lo stesso Santo Padre realizzerà nella città calabrese il prossimo 9 ottobre.

giovedì 26 maggio 2011

In Pakistan la radio come antidoto ai fondamentalismi

Grazie alla radio, un mezzo di comunicazione molto diffuso e molto ascoltato dai giovani pakistani, è possibile formare nuovi leader della società civile, con idee moderate e democratiche, basate sul rispetto di valori e diritti universali, che saranno un antidoto al fondamentalismo religioso e all'estremismo ideologico che prendono piede, in modo preoccupante, nella società pakistana: è quanto affermato in un seminario, tenutosi nei giorni scorsi a Lahore, promosso da Radio Veritas in urdu e dal Centro di comunicazioni sociali cattolico "Rabita Manzil". 

Il Direttore di Radio Veritas e del Centro, P. John Shakir Nadeem, ha riferito a Fides che "la radio è una preziosa fonte di informazione, di notizie, di formazione delle idee, di guida e di istruzione. La radio ha giocato un ruolo essenziale nella storia del Pakistan". Per questo tutte le forze moderate nella società hanno il dovere di impegnarsi e di utilizzare a fondo tutte le potenzialità di tale strumento. 

P. Nadeem spiega a Fides che "ci sono larghe aree del paese dove non vi sono altri mezzi di comunicazione, se non la radio. La radio è uno strumento chiave nella formazione dell'opinione pubblica ed è ancora il mezzo più potente ed efficace per parlare alle coscienze e alle menti dei pakistani, specialmente dei giovani, anche perché il 65% della società pakistana è composto da giovani sotto i 25 anni, grandi fruitori e ascoltatori delle radio".

Di recente è nato in Pakistan un network di radio "Radio Partnership for Peace", che accoglie oltre 100 stazioni radio pakistane - prima iniziativa del genere in Asia - unite per gli obiettivi espressi nel seminario. La Chiesa pakistana da sempre promuove, attraverso Radio Veritas in urdu, programmi basati su valori umani e cristiani, che intendono costruire la pace, l'armonia sociale e interreligiosa nel paese. 

-Fides-

mercoledì 25 maggio 2011

A Vicenza la VII edizione del Festival Biblico

Fitto programma per la VII edizione del Festival Biblico in corso fino a domenica prossima, 29 maggio, nel territorio vicentino.


CHE COSA PROPONE?Perche' proponiamo un Festival Biblico? Perche' intendiamo aprire la Bibbia tra corti, vie e piazze di Vicenza e del suo territorio, laddove pulsano la vita e le relazioni della gente? La scommessa nasce dallaconvinzione circa l'importanza vitale del dialogo tra le sacre Scritture ebraico-cristiane e l'uomo contemporaneo. Ai nostri giorni sperimentiamo come i processi generatori dell'identità individuale e sociale siano sempre piu' difficili. 


Seminare creativamente la Parola biblica nell'humus del vivere contemporaneo diventa percio' particolarmente interessante. Perche' non riguarda soltanto la missione cristiana, ma anche l'esigenza occidentale di un umanesimo etico-spirituale socialmente condiviso in un'epoca ricca di inedite potenzialita', eppure segnata da dalla frammentazione e dalla perdita del volto umano dell'uomo. 


Per questo la Chiesa italiana - come emerse anche nel Convegno di Verona (2006) - avverte come una frontiera decisiva della sua missione il dialogo con il mondo attuale e le sue culture.


IN CHE MODO?
Aprire le Scritture ebraico-cristiane, tutt'oggi Parola capace di interagire con la vita di credenti e non credenti. Creare occasioni di scoperta del Testo sacro attraverso un ascolto intelligente della Tradizione, capace di declinarsi attraverso modi e linguaggi nuoviRivitalizzare alcune preziose radici della nostra identita' e cultura. Far incontrare uomini e donne alla ricerca di senso per la propria esistenza. 


Questi sono gli obiettivi del Festival Biblico, evento allo stesso tempo culturale e spirituale, che invita a un incontro globale con la Bibbia, interpellando i cinque sensi e il cuore, la ragione, le emozioni e le relazioni. Mostre e concerti, conferenze, meditazioni, momenti di preghiera, spettacoli e degustazioni... tutto questo non e' estraneo alla Bibbia, Libro scritto non per gli studiosi, ma per la vita di donne e uomini di ogni tempo. Un Libro scritto per allargare gli orizzonti e abbracciare senza timore la bellezza che ci circonda.


A CHI SI RIVOLGE?
Il Festival Biblico si rivolge a tutti. Adulti e bambini. Studiosi e inesperti. Credenti e non credenti. Che la scoperta della Bibbia avvenga per la loro fede oppure per curiosità, magari per il gusto del bello espresso nell'arte sacra o attratti dal gioco, l'importante è che anche l'uomo di oggi incontri il Libro che, pur affondando le sue radici lontano dal nostro tempo, rimane tuttavia Parola viva e interpellante per l'uomo contemporaneo.


A quanti si lasciano incuriosire e coinvolgere, il Festival offre la possibilita' di confrontarsi con una sinfonia di libri nei quali le microstorie personali e collettive si intrecciano con la storia della salvezza fra Dio e l'umanita'. Se e' vero che ogni libro assomiglia a uno specchio dell'anima nel quale l'uomo viene rivelato a se stesso, tanto piu' la lettura della Bibbia può aiutare a ri-trovarsi fin nella profondita' della propria interiorita'. Arricchisce culturalmente, certo, ma puo' trasformarsi in una occasione di cambiamento personale. Improvviso e sorprendente.


Ulteriori informazioni sul Festival Biblico: www.festivalbiblico.it


Scarica il programma in *pdf (3,4 MB)

martedì 24 maggio 2011

In Slovacchia è iniziata la campagna "spegni la tv, accendi te stesso!"

Da ieri, 23 maggio, nelle parrocchie slovacche è partita la campagna "Switch off TV, switch on yourself!”: “Spegni la TV, accendi te stesso!”.

Organizzata dal Movimento delle Comunità dei bambini cristiani, l’iniziativa mira a dimostrare a tutti che il tempo libero può essere utilizzato in modi più creativi e attivi dello stare seduti davanti al piccolo schermo. 

Per l’undicesima volta, bambini e adulti di tutto il Paese si sono iscritti in vista di un maggiore divertimento sotto forma di giochi, gite, gare e laboratori creativi in oltre 130 città e villaggi. 

“Vogliamo distrarre i ragazzi dallo schermo televisivo perché trascorrono troppo tempo davanti”, sostiene uno dei coordinatori del progetto, Veronika Brandysová. 

Il motto di questa edizione: “È il momento di aprire il cuore”. 

Il Movimento delle Comunità dei bambini cristiani offre materiali informativi ed educativi completi, oltre a proposte concrete e programmi sul sito www.erko.sk/vtzs. 

La settimana di digiuno televisivo si concluderà il 29 maggio.

-Sir-

lunedì 23 maggio 2011

In Perù giovanissimi missionari annunciano Gesù

Per celebrare la Giornata dell'Infanzia Missionaria ad Huancayo, domenica 29 maggio si svolgerà un pellegrinaggio per i bambini al Cerrito de la Libertad, a tre chilometri a est della città. 

Questa manifestazione dei piccoli missionari avrà inizio alle ore 8 nell'atrio della Cattedrale e sarà presieduta dall'Arcivescovo di Huancayo, Mons. Pedro Barreto Jimeno, SJ. 

Nella nota inviata all'Agenzia Fides dalla Conferenza Episcopale Peruviana si legge che durante il percorso i bambini delle parrocchie e delle istituzioni educative, pregheranno con il Rosario per la pace nel mondo e nel paese, come ha riferito suor Angelina Abia, Direttrice delle Pontificie Opere Missionarie ad Huancayo. 

Si proporrà come slogan: "Signore, apri il mio cuore al Vangelo. Voglio annunciarti!". Al termine del pellegrinaggio Mons. Barreto presiederà la celebrazione della Santa Messa durante la quale avrà luogo l'invio dei "piccoli missionari".

-Fides-

venerdì 20 maggio 2011

Meraweb.it (Messaggero dei Ragazzi) tra i migliori siti web per bambini

Il sito del “Messaggero dei Ragazzi” (www.meraweb.it), mensile per ragazzi del “Messaggero di sant’Antonio”, si è classificato al secondo posto nel concorso nazionale per i migliori contenuti online adatti ai bambini e ai ragazzi. 

A darne notizia è lo stesso mensile con una nota diffusa oggi. Il premio è stato organizzato dal Centro italiano per la sicurezza in Internet, promosso da “Save the Children” e Adiconsum in occasione del 1° Concorso europeo per il miglior contenuto online per bambini, ideato dalla Commissione europea. 

L’obiettivo del concorso è evidenziare i siti che presentano contenuti di qualità rivolti ai bambini tra i 6 e i 12 anni. 

“Il sito web del ‘Messaggero dei Ragazzi’ – si legge nella nota – si è conquistato il secondo posto rispondendo ai criteri di valutazione richiesti dal bando: attrattiva, facilità d’uso, affidabilità e, in particolare, sicurezza”. 

“Le parole che sintetizzano il lavoro svolto dal mensile – spiega il direttore, padre Riccardo Giacon – sono ‘dialogo’ e ‘ascolto’. Abbiamo infatti pensato il sito come un ambiente di comunicazione rivolto specificatamente ai ragazzi, nel quale possano dialogare tra loro e confrontarsi con altri coetanei su vari argomenti proposti nei nostri Forum, nella sezione ‘Detto Tra Noi’”.

La cerimonia di premiazione del concorso si svolgerà il 24 maggio a Roma (ore 12, “Explora. Il Museo dei Bambini”, via Flaminia).

giovedì 19 maggio 2011

In Austria il "miracolo della corsa" (LaufWunder) per aiutare i bisognosi

Correre per raccogliere fondi per i bambini bisognosi: lo faranno domani oltre 22mila ragazzi e ragazze di 150 scuole, associazioni e parrocchie in tutta l’Austria. 

“LaufWunder 2011” (letteralmente “miracolo della corsa”) è il nome del progetto organizzato da “youngCaritas” che coinvolge bambini e ragazzi: per ogni chilometro percorso raccoglieranno un’offerta a piacere che sarà destinata a progetti della Caritas in Austria o all’estero.

Saranno i corridori stessi a decidere a chi verranno assegnate le offerte. L’evento si svolge in momenti e modalità diverse a seconda del Land, in base alle idee formulate dai bambini e dai ragazzi: ad esempio a Vienna la corsa potrà svolgersi a piedi, ma anche con skateboard, pattini e sedie a rotelle. 

In Austria Superiore, una scuola ha organizzato una corsa per 24 ore a partire da oggi. 
Nell’edizione del 2010, sono stati oltre 10.000 i giovani partecipanti al LaufWunder, con circa 50mila chilometri percorsi e oltre 250mila euro di offerte raccolte. 

Per ulteriori informazioni:  www.laufwunder.at

mercoledì 18 maggio 2011

In India il primo Sinodo dei laici cattolici previsto per l'inizio del 2012

I leader della "All India Catholic Union" (AICU), l'Azione Cattolica indiana, riunitisi in un incontro a Panaji, hanno convocato un Sinodo dei laici cattolici del paese per i primi pesi del 2012. Lo scopo è di discutere su come dare piena attuazione agli insegnamenti del Concilio nella vita e nell'apostolato dei laici. 

Al centro dell'incontro è stato appunto lo stato dei rapporti tra clero e il laicato in India e in particolare il ruolo di quest’ultimo nella Chiesa locale. Un ruolo - è stato evidenziato - ancora marginale rispetto a quanto auspicato dai documenti conciliari e improntato ad un forte paternalismo.

Di qui l’idea di organizzare il primo Sinodo dei laici cattolici indiani (Silc – I ).

L’ultima iniziativa del genere risale al 1989 quando venne convocata la prima “Convenzione nazionale dei cattolici” che però non ebbe alcun seguito. A questo raduno, previsto per i primi del 2012, saranno invitate a partecipare tutte le realtà ecclesiali del Paese.

Per assicurarne la massima rappresentatività, i dirigenti dell’Aicu, che hanno già costituito un Comitato organizzatore, hanno deciso di preparare e distribuire il mese prossimo un questionario e di convocare a partire da ottobre quattro consultazioni regionali preparatorie a New Delhi, Mumbai Kolkata e Chennai. 
A coordinarle saranno John Dayal, George Menezes, Eugene Gonsalves and Louis Menezes

martedì 17 maggio 2011

Caritas Internazionalis compie 60 anni. Ora di bilanci e... rilancio

In occasione della 19a Assemblea Generale della Caritas Internationalis, che si terrà a Roma alla fine di maggio, i rappresentanti provenienti da tutto il mondo celebreranno il 60° anniversario di fondazione dell'organizzazione cattolica. 

Oltre 300 delegati si riuniranno per pianificare un servizio migliore a favore dei più poveri. Caritas Internationalis è stata fondata nel 1951 da 13 associazioni cattoliche benefiche per coordinare l'impegno umanitario della Chiesa. 

Da allora i membri sono diventati 165, compresi i gruppi di aiuti umanitari e sviluppo sociale delle Conferenze episcopali nazionali di tutto il mondo. 
I membri della Caritas sostengono milioni di poveri con l'obiettivo di migliorare la loro vita attraverso programmi internazionali che vanno dalla riduzione dei rischi di disastri, al soccorso e alla ricostruzione, dalla pace alla riconcilazione, alla sicurezza alimentare, all'istruzione e all'assistenza sanitaria.

Il Presidente di Caritas Internationalis, il Cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa, ha voluto sottolinare gli obiettivi dell'Assemblea, il cui tema è One Human Family, Zero Poverty, aggiungendo che "Caritas Internationalis si sente profondamente privilegiata di essere il fulcro della Chiesa e il suo ciclo vitale di amore. Sostenuti dalla nostra fede, celebriamo 60 anni di attività con azioni concrete in risposta alla sofferenza umana in un mondo ingiusto. Tuttavia le sfide non mancano, la fame e le emergenze umanitarie aumentano, e i cambiamenti climatici porteranno altri danni". 

L'Assemblea Generale si celebra in un momento cruciale per la Caritas Internationalis, in quanto lo Statuto e il Regolamento della confederazione sono in procinto di essere rinnovati.

Ulteriori informazioni: www.caritas.org

-Fides-

lunedì 16 maggio 2011

Da Udine il "Cammino delle pievi della Carnia"

È stato presentato in questi giorni a Tolmezzo (Udine) il “Cammino delle pievi della Carnia” promosso dall’omonimo comitato. 

Il “Cammino” si ispira a quello di Santiago de Compostela. In totale diciotto tappe, con partenza da Imponzo di Tolmezzo e arrivo a Zuglio, lungo un percorso di 250 km che attraversa le undici pievi carniche del Friuli Venezia Giulia. 

Il cammino può essere “intrapreso nel suo insieme, in questo caso sono necessarie circa due settimane”, oppure “in maniera autonoma e discontinua”, scegliendo “di volta in volta una o più delle sue tappe”. 

“Il percorso - spiega don Giordano Cracina, membro del comitato organizzatore - nasce come un pellegrinaggio e la prima valenza dell’iniziativa è spirituale”, ma “molteplice è la valenza culturale del ‘Cammino’”. Alla presentazione dell’iniziativa era presente anche l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, che ha esortato “a intraprendere questo percorso con lo spirito di Adamo”. 

Mons. Mazzocato inaugurerà il “Cammino delle pievi” percorrendo la prima tappa sabato 2 luglio. Sono previste visite guidate. 

Per ulteriori informazioni: www.camminodellepievi.it

-Sir-

venerdì 13 maggio 2011

2000 giovani a Loreto ricevono il mandato missionario per la GMG

Domani, sabato 14 maggio, presso la basilica di Loreto, circa 2.000 giovani delle Marche, iscritti alla Gmg di Madrid (16-21 agosto 2011), riceveranno il ‘mandato missionario’ dalle mani dei vescovi della regione. 
L’evento si colloca nel quadro della celebrazione della 48ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (15 maggio) sul tema “Quanti pani avete? Andate a vedere…” (scelto dal Centro nazionale vocazioni della Cei). 

“Nel corso della veglia – spiega in un’intervista rilasciata all'Agenzia SIR (leggi qui) don Francesco Pierpaoli, incaricato regionale per la pastorale giovanile delle Marche - i giovani rifletteranno sul tema indicato dalla Giornata per le Vocazioni ma in una dimensione tutta missionaria. Crediamo che la vocazione non debba essere vista come un aspetto individualistico ma vissuta nella dimensione ecclesiale più ampia che è quella dell’essere mandati, inviati come testimoni. I giovani hanno i talenti per poter mettersi in gioco e rispondere alla chiamata alla santità”. 

Nell’intervista don Pierpaoli passando in rassegna il legame tra Gmg e vocazione sottolinea la necessità, per i giovani, di “avere vicino adulti credibili e sacerdoti pronti ad aiutarli”. 

“Purtroppo i giovani preti non raccolgono immediatamente questa esigenza e spesso hanno paura di mettersi a fianco dei giovani. La Gmg chiede ai sacerdoti di esserci per aiutare i giovani a scoprire come la vocazione al sacerdozio sia una vocazione appetibile, bella, profonda”. 

-SIR-

giovedì 12 maggio 2011

Un centro medico sociale nella regione di Dosso, a sud del Niger

Il Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo e la diocesi di Lodi hanno dato vita al progetto di costruzione di un centro medico-sociale nella regione di Dosso, estremo sud-ovest del Niger. Lo scopo è quello di garantire il benessere di donne e bambini, attraverso un ospedale per le cure di base, dotato dei reparti di maternità, pediatria e di un centro nutrizionale, supportato da un programma di formazione per ostetriche, assistenti al parto a domicilio, una per villaggio, pediatri e nutrizioniste, per visite mensili nei villaggi. 

La situazione sanitaria della regione è molto compromessa a causa dell'elevato tasso di povertà (l'86% della popolazione è considerata "povera", e tra questi il 51% "estremamente povera"), a cui si aggiunge la diffusione della poligamia e del matrimonio precoce, con conseguenze sulla salute della popolazione, soprattutto quella di donne e bambini piccoli. 

È in particolare la tradizione del parto a domicilio non assistito, rinforzata dalla lontananza degli ospedali, dalla scarsa qualità dei servizi e dall'assenza di conoscenze relative ai vantaggi dei parti assistiti, a generare i risultati più disastrosi: 680 donne su 100 mila muoiono durante il parto o per complicazioni legate alla gravidanza ed anche il tasso di mortalità infantile (soprattutto quello dei più piccoli, fino ai 4 anni), risente negativamente di questa situazione. 

Le colonne portanti di questo progetto made in Italy, saranno la sensibilizzazione e formazione innanzitutto delle mamme che verranno incentivate a ricorrere a parti sicuri presso il centro o comunque assistite da personale qualificato, ma coinvolgeranno anche pediatri, ostetriche, assistenti al parto e nutrizioniste. 

A beneficiare dell'iniziativa, gli abitanti del quartiere alla periferia est di Dosso e i 56 villaggi nel raggio di 30 km dal dispensario, oltre ai circa 40 mila abitanti dei 56 villaggi assistiti dalle ostetriche e dai pediatri, e i 50 mila abitanti della periferia di Dosso, per un totale di circa 90 mila abitanti, dei quali il 52% donne.

mercoledì 11 maggio 2011

Giovani teatranti della parrocchia di Messigno mettono in scena la speranza

A poco più di un anno di distanza dal successo del musical "Non c'è amore più grande di questo" i ragazzi della parrocchia Sacri Cuori di Messigno vanno di nuovo in scena presentando "Io ci credo", tratto dal lavoro di Claudio Mattone "Scugnizzi".

Ad esibirsi saranno una cinquantina di giovani e giovanissimi che, da mesi, stanno provando il nuovo spettacolo in un clima di allegria e impegno. Non mancheranno anche i balletti le cui coreografie sono state curate da due maestre di ballo (Lucia e Daniela). 
Ad illustrare quello che sarà l'ennesimo evento-meditazione organizzato in seno alla chiesa di piazzetta Concordia è il parroco don Modestino Capodilupo."La volontà di mettere in piedi un nuovo spettacolo è nata per tenere insieme i giovani - ha spiegato don Modestino - ovviamente quando parlo di tenerli insieme mi riferisco alla chiara volontà di spingerli a fare un cammino congiunto. Le prove non erano propedeutiche solo a mettere in scena uno spettacolo ben curato ma anche a far sì che tutti potessero recepire il messaggio custodito nel musical, farlo proprio tanto da renderne partecipe tutta la comunità". 

"Io ci credo" non sembra essere un recital prettamente religioso, ma don Modestino spiega: "Il motivo di fondo per la scelta del copione da realizzare è quello di voler alternare uno spettacolo religioso nella forma e nel contenuto come 'Non c'è amore più grande di questo' con un musical dove la forma non è prettamente religiosa ma che conserva un contenuto molto forte: non ci si deve arrendere alla realtà ma cambiarla grazie all'Amore. Credere che l'Amore possa salvare diventa il naturale passo successivo allo spettacolo messo in scena nell'aprile dell'anno scorso. 'Io ci credo' contiene, dunque, un messaggio di fede e di speranza che i ragazzi hanno recepito e che cercheranno di restituire a tutta la comunità".

Lo spettacolo prende il via da una scena che si svolge nel carcere minorile di Nisida dove Saverio De Lucia e Raffaele Capasso sognano ad occhi aperti il loro futuro. Il resto si svolge vent'anni dopo quando De Lucia diventerà don Saverio, prete di strada, e il secondo sceglierà di essere o' russ', boss della malavita locale. I due si ritroveranno di nuovo faccia a faccia ma su due fronti opposti: il prete lotterà per allontanare i ragazzi dalla strada suscitando la rabbia del 'guappo' che si vede togliere la manovalanza utile allo spaccio della droga.

"Chi l'avrà vinta? - chiosano i giovani attori - non anticipiamo niente, diciamo solo che nello spettacolo a vincere è la speranza e noi lo proponiamo auspicando che la speranza possa vincere sulla rassegnazione anche nella vita di tutti i giorni".

-StabiaChannel-

martedì 10 maggio 2011

In Cina sono in crescita le professioni religiose e le celebrazioni di anniversari

Il mese di maggio, dedicato dalla devozione popolare alla Vergine Maria, è stato scelto da diverse congregazioni religiose femminili per promuovere le vocazioni e confermare il proprio "sì" al Signore, come fece Maria, attraverso la professione dei voti e la celebrazione degli anniversari della vita consacrata, a conferma della vitalità delle vocazioni femminili nel continente. 

Secondo le informazioni pervenute all'Agenzia Fides, domenica 8 maggio una suora della Congregazione delle Piccole Figlie dello Spirito Santo della diocesi di Lan Zhou ha emesso i voti perpetui e altre 7 religiose hanno rinnovato i voti temporanei. Oltre 500 fedeli hanno partecipato a "questo momento di speranza e di vitalità della Chiesa". Anche il Vescovo diocesano, che ha presieduto la celebrazione, ha esortato le religiose a "portare la Croce, dando un segno coraggioso di fede al mondo".

La diocesi di An Yang della provincia di He Nan ha festeggiato 25 anni di vita consacrata di 11 suore della Congregazione di S. Giuseppe, esprimendo la gratitudine per il loro servizio e la loro dedizione, per la loro testimonianza dell'Amore di Cristo e la risposta alla vocazione. Venti sacerdoti hanno concelebrato con il Vescovo diocesano la Messa di ringraziamento, cui hanno preso parte una sessantina di suore e oltre 600 fedeli. 

Attualmente la Congregazione, che è stata fondata da un missionario italiano del Pime nel 1920, conta 116 religiose: 98 di voti perpetui e 18 di voti temporanei. La maggiore parte delle suore sono impegnate nell'evangelizzazione e nel servizio sociale, attraverso un asilo, una clinica oculistica, ecc.

lunedì 9 maggio 2011

La Diocesi di Kao Hsiung (Taiwan) in festa per varie ricorrenze all'inizio del mese mariano

La diocesi taiwanese di Kao Hsiung ha festeggiato tre grandi eventi all'inizio del mese mariano. Secondo quanto riferiscono diversi organi di informazione e le notizie raccolte dall'Agenzia Fides, i tre eventi diocesani celebrati riguardano i 130 anni di fondazione della parrocchia di S. Vincenzo Ferrer, i 30 anni di sacerdozio di tre missionari domenicani e l'apertura del nuovo Centro dei Laici.

Mons. Peter Liu, Arcivescovo della diocesi di Kao Hsiung, p. Juan Veneros il parroco, p. Javier Gonzalez Superiore provinciale della provincia domenicana del Rosario, p. Tomas Miguel Blazquez, Superiore della comunità domenicana di Taiwan hanno presieduto insieme l'inaugurazione e la benedizione del nuovo Centro dei Laici.

Esattamentre 130 anni fa, i missionari domenicani della provincia del Rosario, inaugurarono la parrocchia di S. Vincenzo Ferrer. Per ricordare la circostanza, l'Arcivescovo di Kao Hsiung, Mons. Peter Liu, ha presieduto una solenne Santa Messa nel pomeriggio di domenica 1° maggio, cocelebrata da 17 sacerdoti locali e missionari, davanti a 700 fedeli. Durante la Messa ha amministrato il sacramento della Cresima a 9 fedeli e dato la Prima Comunione a 12 bambini.

I fedeli di Kao Hsiung hanno reso omaggio, con immensa gratitudine, ai tre missionari domenicani - p. Juan Veneros, p. Jose Ignacio Moronta e p. Ricardo Cemteno Valdivieso - che festeggiano i 30 anni di sacerdozio. Tutti tre sono appassionati dell'evangelizzazione dell'isola e, secondo i taiwanesi, "parlano la lingua cinese meglio dei cinesi".

Ogni anno, in vista della solennità di Pasqua, p. Ricardo Cemteno Valdivieso porta in pellegrinaggio nell'isola una Croce gigantesca, per ricordare a tutti il grande Amore di Gesù, e con questo suo gesto ha suscitato numerose conversioni, commuovendo gli isolani.

I Domenicani sono i precursori della seconda evangelizzazione di Taiwan, hanno festeggiato 150 anni di missione nel 2009. La diocesi di Kao Hsiung è il luogo dell'isola di Taiwan dove sbarcarono i primi missionari. 

- Agenzia Fides -

venerdì 6 maggio 2011

Anche la Slovacchia lancia una sito web in tema religioso

Dopo la Repubblica Ceca anche in Slovacchia nasce un sito in tema religioso. Si tratta della pagina www.vyveska.sk, lanciata in questi giorni con il supporto morale della Conferenza episcopale slovacca. 

“Mi è successo molte volte di navigare su Internet alla ricerca di informazioni su eventi a cui volevo partecipare. Sono convinto che, grazie al nostro nuovo progetto, questo sarà molto più semplice”, afferma Štefan Kušnír, uno dei coordinatori del progetto. 

Il nuovo sito web fornisce informazioni sui principali eventi di carattere nazionale come pellegrinaggi, incontri di preghiera, progetti per giovani, concerti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, incontri con rappresentanti delle chiese cattoliche e di altre chiese cristiane, e aspira a diventare il principale provider di informazioni di questo genere in Slovacchia. 

Il progetto è gestito dall’associazione civile Christin, e tutte le diocesi e le parrocchie del Paese sono invitate a partecipare con inviti alle attività locali. 

Per ulteriori informazioni: vyveska@vyveska.sk.

giovedì 5 maggio 2011

In Nepal i cristiani pregano per la pace e la libertà religiosa

I cristiani nepalesi hanno iniziato ieri una veglia nazionale di preghiera di 40 giorni per il futuro del Paese. All’iniziativa, che si tiene ogni anno dal 2003 nel periodo compreso tra la Pasqua e la Pentecoste, aderiscono diversi movimenti ecclesiali cattolici, tra cui l’associazione "Coppie per Cristo" e il Rinnovamento Carismatico cattolico locale. 

Gli incontri di preghiera – riferisce l’agenzia Ucan - saranno ospitati in diversi luoghi: chiese, ma anche siti naturali, come fiumi e montagne, e quest’anno una caffetteria. 

La veglia si tiene in una fase delicata della vita politica del Paese, dove entro la fine del mese dovrebbe essere finalmente approvata la nuova Costituzione. Una scadenza particolarmente attesa dalla comunità cristiana, dal momento che la nuova legge fondamentale definirà anche lo status delle minoranze religiose nel Paese, in netta maggioranza indù. 

Le istanze principali della Chiesa, in vista della redazione del testo costituzionale, riguardano in particolare la laicità dello Stato (che fino al 2006 era rigidamente confessionale), il diritto alla piena libertà religiosa e il pieno riconoscimento, che implica la personalità giuridica e il diritto ad avere proprietà, scuole e istituti. 

La persistente situazione di instabilità politica di questi mesi ha contribuito a riacutizzare le tensioni interreligiose nel Paese alimentate da gruppi estremisti indù che hanno fatto temere per la minoranza cristiana. 

A queste tensioni ha contribuito anche il braccio di ferro con governo per l’assegnazione ai cristiani di aree adibite a cimiteri. Su 30 milioni di abitanti, i cristiani in Nepal sono circa 500mila, di cui circa 10mila cattolici.

-RV-

mercoledì 4 maggio 2011

Alla "scuola della preghiera" di Benedetto XVI

“Il tema della preghiera, in modo specifico di quella cristiana, la preghiera, cioè, che ci ha insegnato Gesù e che continua ad insegnarci la Chiesa”. A questo è dedicata, a partire da oggi, una nuova serie di catechesi, che Benedetto XVI tiene in occasione dell’Udienza generale del mercoledì, in piazza San Pietro. 

“Nelle prossime catechesi – ha annunciato il Papa -, accostando la Sacra Scrittura, la grande tradizione dei Padri della Chiesa, dei maestri di spiritualità, della liturgia vogliamo imparare a vivere ancora più intensamente il nostro rapporto con il Signore, quasi una ‘Scuola della preghiera’”. 

La preghiera, ha avvertito il Pontefice, “non va data per scontata: occorre imparare a pregare, quasi acquisendo sempre di nuovo quest’arte; anche coloro che sono molto avanzati nella vita spirituale sentono sempre il bisogno di mettersi alla scuola di Gesù per apprendere a pregare con autenticità. Riceviamo la prima lezione dal Signore attraverso il suo esempio. I Vangeli ci descrivono Gesù in dialogo intimo e costante con il Padre: è una comunione profonda di colui che è venuto nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre che lo ha inviato per la salvezza dell’uomo”. 

In questa prima catechesi il Santo Padre ha proposto esempi di preghiera nelle antiche culture, per rilevare come praticamente sempre e dappertutto si siano rivolti a Dio.

Benedetto XVI ha ricordato una preghiera di un uomo cieco nell’antico Egitto, che “attesta qualcosa di universalmente umano, qual è la pura e semplice preghiera di domanda da parte di chi si trova nella sofferenza”, come pure che “presso le religioni della Mesopotamia dominava un senso di colpa arcano e paralizzante, non privo, però, della speranza di riscatto e liberazione da parte di Dio”. 

All’interno della religione pagana dell’antica Grecia le preghiere “si orientano progressivamente verso le richieste più disinteressate, che consentono all’uomo credente di approfondire il suo rapporto con Dio e di diventare migliore”. Anche nelle tragedie greche “sono contenute delle preghiere che esprimono il desiderio di conoscere Dio e di adorare la sua maestà”. 

“Anche presso i Romani, che costituirono quel grande Impero in cui nacque e si diffuse in gran parte il Cristianesimo delle origini – ha rammentato il Papa -, la preghiera, anche se associata a una concezione utilitaristica e fondamentalmente legata alla richiesta della protezione divina sulla vita della comunità civile, si apre talvolta a invocazioni ammirevoli per il fervore della pietà personale, che si trasforma in lode e ringraziamento”. L’imperatore Marco Aurelio “afferma la necessità di pregare per stabilire una cooperazione fruttuosa tra azione divina e azione umana”. 

La vita umana, ha sottolineato Benedetto XVI, “è un intreccio di bene e male, di sofferenza immeritata e di gioia e bellezza, che spontaneamente e irresistibilmente ci spinge a chiedere a Dio quella luce e quella forza interiori che ci soccorrano sulla terra e dischiudano una speranza che vada oltre i confini della morte”. 
 
“Le religioni pagane – ha osservato il Papa - rimangono un’invocazione che dalla terra attende una parola dal Cielo”. “Negli esempi di preghiera delle varie culture, che abbiamo considerato – ha continuato -, possiamo vedere una testimonianza della dimensione religiosa e del desiderio di Dio iscritto nel cuore di ogni uomo, che ricevono compimento e piena espressione nell’Antico e nel Nuovo Testamento. La Rivelazione, infatti, purifica e porta alla sua pienezza l’anelito originario dell’uomo a Dio, offrendogli, nella preghiera, la possibilità di un rapporto più profondo con il Padre celeste”. 
 
“All’inizio di questo nostro cammino – ha concluso il Pontefice - vogliamo allora chiedere al Signore che illumini la nostra mente e il nostro cuore perché il rapporto con Lui nella preghiera sia sempre più intenso, affettuoso costante. Ancora una volta diciamogli: ‘Signore, insegnaci a pregare’”.

-SIR-

lunedì 2 maggio 2011

La Beatificazione di Giovanni Paolo II. La Lezione di Benedetto XVI

Un "gigante". Ha "rivendicato" al cristianesimo la "speranza" che era stata "ceduta al marxismo e all'ideologia del progresso". Un uomo di fede, dalla grande "carica umana". Nella "sofferenza" una "roccia".

Primo Papa negli ultimi mille anni a beatificare il predecessore, Benedetto XVI ha raccontato

Come non ricordare quel giorno di sei anni fa in cui lui, cardinale-teologo che aveva trascorso gli ultimi 23 anni tra la Congregazione e le biblioteche, si trovò a celebrare i funerali del papa missionario, viaggiatore, prima atleta di Dio poi invalido, amato dalle folle, adorato dai giovani?

E papa Ratzinger ricorda: "sei anni fa in questa piazza eravamo nel "dolore", ma già "aleggiava il profumo della sua santità". Per questo, pur rispettando la normativa della Chiesa ha "volutò "procedere con discreta celerità". Una risposta indiretta a quanti avrebbero voluto Wojtyla santo subito e a quanti, all'opposto, giudicano troppo rapida la beatificazione. Ora "il grande giorno è arrivato": Giovanni Paolo II "é beato per la sua fede, forte, generosa, apostolica", ed è beato "perché così è piaciuto al Signore".

Karol Wojtyla, ricorda il Papa, "salì al soglio di Pietro portando con sé la profonda riflessione sul confronto tra il marxismo e il cristianesimo, incentrato sull'uomo" e, soprattutto con il Giubileo del Duemila, "ha dato al cristianesimo un rinnovato orientamento al futuro,...". "Ha aiutato i cristiani di tutto il mondo a non aver paura di dirsi cristiani" e "quella carica di speranza che era stata ceduta in qualche modo al marxismo e alla ideologia del progresso egli l'ha legittimamente rivendicata al cristianesimo...".

Benedetto XVI ha oggi ulteriormente assunto su di sé lo stesso sforzo del papa polacco di recuperare la Chiesa al mondo globalizzato, e al mondo l'interesse per Dio. E lo ha fatto anche raccontando la "personale esperienza" dei 23 anni di collaborazione con il papa polacco: come ha imparato a conoscerlo; come ne è rimasto "colpito ed edificato"; come lo ha visto in preghiera "immergersi nell'incontro con Dio, pur" nelle incombenze del ministero; come lo ha contemplato resistere come una "roccia" alla malattia.

Beatificando Wojtyla e con le sue parole di oggi Benedetto XVI ha compiuto un ulteriore passo per colmare un vuoto che ai cattolici poteva appariva incolmabile, facendo di Karol Wojtyla non una figura del passato, ma un modello di vita, non una star, ma un santo.

Il mondo globale aspetta proposte di qualità che parlino all'intelligenza, ma che siano traducibili in esperienze di vita. Il papa teologo lo ha capito.
alla folla in piazza San Pietro il "suo" Papa, mescolando riflessione e sentimento, storia del mondo e vicende personali, interrotto sette volte dagli applausi di una folla che in città è stata stimata attorno al milione e mezzo di persone. E presiedendo un rito suggestivo e ricco della tradizione della Chiesa, dalla richiesta di beatificazione espressa dal vicario di Roma Agostino Vallini, alla formula recitata dal Papa, al disvelamento dell'arazzo con l'effige del beato sulla facciata della basilica, alle preghiere e letture in 12 lingue del mondo.

- Giovanna Chirri -

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