"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

venerdì 29 luglio 2011

A Fiuggi la IV edizione del cinema per tutta la famiglia

Da ieri, 28 luglio, e fino a Domenica 31, è in corso a Fiuggi la quarta edizione del Fiuggi Family Festival, la manifestazione dedicata al cinema per tutta la famiglia, che come di consueto vedrà anteprime, film inediti in concorso, retrospettive e una serie di incontri, convegni e dibattiti su molti temi di ampio interesse sociale e culturale. 

Il Festival è nato nel 2008, per iniziativa del compianto Gianni Astrei (morì per un tragico incidente di montagna il 1 maggio 2009), pediatra padre di quattro figli, membro del Direttivo nazionale del Forum delle Associazioni Familiari (dove rappresentava il Movimento per la Vita) che dopo il Family Day fece una semplice ma cruciale riflessione: come è possibile che i milioni di persone che in occasioni come questa si ritrovano in Piazza San Giovanni non abbiano praticamente nessuna visibilità sui grandi media? Come mai il mondo dell’associazionismo familiare, così vivo, così impegnato, così attivo, non ha risonanza nei grandi media che formano l’opinione comune, cioè nella televisione e nel cinema? 

Da qui l’idea di creare un appuntamento annuale con molteplici obiettivi, fatti propri con grande slancio dalla moglie di Astrei, ora Presidente del Festival, Antonella Bevere. Se l’obiettivo immediato è dare un’occasione a molte famiglie di una vacanza intelligente, di fruire di un cinema "amico", divertente e/o interessante e arricchente, gli obiettivi di fondo erano molteplici e altrettanto importanti. 

Uno di questi è dare visibilità a un cinema ben fatto e ricco di valori che spesso ha difficoltà a trovare una distribuzione: per questo negli anni scorsi a Fiuggi ci sono state le prime proiezioni italiane di film come Bella, la pellicola pro-life che poi ha avuto una sua circolazione nelle sale e in dvd, e la unica proiezione in una sala italiana di The Blind Side, film che ha fatto vincere l’Oscar a Sandra Bullock, e che negli Stati Uniti ha incassato più di 250 milioni di dollari, ma in Italia non era stato distribuito in sala… 

Ma l’obiettivo di fondo del Festival è anche e soprattutto quello di creare legami sempre più ampi e diversificati fra le diverse realtà dell’associazionismo familiare e tutto il mondo della comunicazione, perché possa conoscere meglio il mondo delle famiglie "reali" del Paese (ricordo bene lo stupore di un regista importante a Fiuggi nel vedere tante famiglie con vari figli, sportive e simpatiche) e perché le famiglie stesse possano trovare occasioni di rendersi visibili sui media (sia al cinema, che in televisione) e far "raccontare" qualcosa di più delle loro gioie, delle loro fatiche, dei loro problemi, facendo uscire tv e cinema dai cliché più diffusi e ormai ripetuti all’infinito (le storie di "accettazione" dell’omosessualità, le storie di relazioni sessuali con tutti gli incroci possibili e immaginabili - ormai anche fra insegnanti e studenti -, l’adulterio come medicina della coppia, ecc.).

Per la direzione artistica del Festival, quest’anno è stata chiamata (dopo Andrea Piersanti e Alessandro Zaccuri) Mussi Bollini, dirigente Rai che per lunghi anni ha guidato i programmi per bambini dell’emittente pubblica. 

Inoltre negli anni scorsi, per esempio, sono stati premiati alcuni dirigenti televisivi che si sono distinti nella loro carriera per un’attenzione particolare ai valori familiari nel loro lavoro: Federico Di Chio, di Mediaset, e Jaime Ondarza, del gruppo Cartoon Network, che - fra l’altro - hanno avuto un ruolo fondamentale nella nascita del primo canale televisivo free per bambini del digitale terrestre, Boing, un canale che ha avuto un grande successo ed è stato a lungo il più visto fra tutti i canali del digitale terrestre. 

Qui tocchiamo un punto importante: chiedere un intrattenimento "amico della famiglia" non è un’utopia irrealizzabile ed economicamente insostenibile. Quest’anno i tre film di maggiore incasso in Italia (Che bella giornata, Benvenuti al Sud e La banda dei Babbi Natale) sono tutti e tre film che sono adattissimi a un pubblico familiare, e molto positivi dal punto di vista dei valori. Segno che, quando il record era dei vari "Natale a…" (quest’anno il film della serie è giunto quarto a una netta distanza dai primi) il problema era dato anche e soprattutto dall’assenza di alternative valide. La scelta di Gennaro Nunziante come Presidente della giuria ha anche il senso di ricordare tutto questo.

Ovviamente il Festival farà anche delle proposte di maggior impegno (che peraltro ci sono sempre state), da documentari a film come il vincitore dell’Oscar 2011 per il miglior film straniero In un mondo migliore. Ci sarà spazio anche per il lavoro dei giovani, con alcuni cortometraggi realizzati a New York da studenti dell’Università Cattolica e alcuni corti che hanno vinto un importante premio internazionale a Los Angeles, l’Angelus Student Film Festival, che negli ultimi anni ha premiato corti che poi raggiungono la nomination o vincono l’Oscar.

Oltre ad alcuni film per ragazzi (per esempio l’anteprima del secondo divertente film della serie Diario di una schiappa), un’altra anteprima succosa sarà quella del film di Roland Joffé (il regista di Mission e di Urla dal silenzio), There Be Dragons, ambientato principalmente negli anni della guerra civile spagnola, e in cui il co-protagonista è san Josemaría Escrivá, il fondatore dell’Opus Dei. There Be Dragons verrà distribuito nelle sale italiane in autunno.

Altrettanto interessante si presenta il programma dei film in concorso: l’autore di questo articolo ha già visto un film cinese molto bello, Ocean’s Heaven, di una promettente regista quarantenne, Xue Xiaolu; fra i favoriti del concorso, ci si attende molto anche da un film spagnolo, il cui titolo internazionale è Ways to Live Forever ("Vivere per sempre"), di un assai promettente regista, Gustavo Ron, che aveva esordito con una bella e delicata commedia romantica, Mia Sarah, qualche anno fa, anch’essa in concorso a Fiuggi nella prima edizione.

Il Forum delle Associazioni Familiari ha anche quest’anno appoggiato decisamente il Festival e il suo presidente, Francesco Belletti sarà ancora una volta presente. Che questo Festival possa diventare un appuntamento centrale della vita culturale nazionale e l’occasione di incontro per molte persone che, nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, sono animate da una evangelica "buona volontà", e quindi fermento di nuovi progetti  e iniziative, dipenderà ovviamente anche da quanto tutto il mondo di riferimento di questo Festival farà sentire la sua presenza, il suo appoggio, la sua partecipazione. 

Ormai il FFF ha mosso i primi passi, è conosciuto, ha un nome. Ora è tempo che cresca, e cresca in fretta.  

Armando Fumagalli (La Bussola)

Per seguire la kermesse:  http://www.fiuggifamilyfestival.org/

giovedì 28 luglio 2011

Nell'abazia cistercense di Orval (Belgio), la Settimana dei Giovani in preghiera

Dal 3 al 7 agosto, a Orval (Belgio), nell'abbazia cistercense si svolgerà la Settimana dei Giovani in preghiera, un periodi di riflessione rivolto ai giovani dai 18 ai 30 anni organizzato ormai da 5 anni dalla comunità monastica del luogo.  

Il tema di quest'anno sarà: “In preghiera con Gesù”.

“Si tratta di un’esperienza spirituale da vivere in un clima di silenzio e seguendo il ritmo quotidiano dei monaci – si legge sul sito Internet www.orval.be – Nei Vangeli, si parla del modo in cui Gesù stesso pregava. Quale impatto aveva tutto questo sui discepoli? Quale orientamento può dare alla nostra vita la preghiera di Gesù? Quale esempio essa può offrire oggi? Queste domande troveranno certamente alcune risposte ad Orval”. 

Poi, i monaci fanno una considerazione: “Attualmente, molti giovani sentono il desiderio di sperimentare un cammino interiore e specialmente di vivere il senso della preghiera cristiana”. E poiché “la comunità monastica sceglie la preghiera come suo primo lavoro”, ecco perché i monaci vogliono “condividere il nucleo essenziale del loro carisma in un luogo che, grazie alla sua grandezza e bellezza, favorisce in modo unico questa esperienza di interiorità orante”.

“La preghiera – si legge ancora sul sito web – è un tesoro che appartiene a tutta la Chiesa”, ed è per questo che la Ojp sarà strutturata in base alla Liturgia delle Ore, con grande attenzione anche all’aspetto musicale.

“La musica è un elemento concreto di comunione tra i fedeli perché aiuta ciascuno dei partecipanti ad inserirsi attivamente nella recita delle salmodie”. Inoltre, attraverso la musica, si vuole “onorare la sensibilità propria della generazione contemporanea, pur nel rispetto dello stile e del clima propri di un monastero”. Infine, degno di nota è il logo scelto per l’evento, raffigurante un rosone, un campanile ed una figura umana stilizzata:

“Il rosone rappresenta il passato, il campanile indica il luogo attuale della comunità e quindi simboleggia il presente, mentre la figura umana stilizzata rimanda alle lettere J e P, ovvero alle iniziali di giovani e preghiera. E non solo: essa richiama anche il “tau”, ovvero una delle forme che l’iconografica cristiana usa per la croce”.

Il tutto in una “forma ellittica che dà un senso dinamico alla preghiera”.

-RV-

Per ulteriori informazioni:  http://www.orval.be

mercoledì 27 luglio 2011

101 nuovi alloggi per gli abitanti dell'Isola di Trinitaria di Guayaquil

Come informa l'Agenzia Info Salesiana, gli abitanti della Cooperativa “Independencia II”, che vivono nell’Isola di Trinitaria di Guayaquil, hanno beneficiato, nelle scorse settimane, della consegna di 101 alloggi. 

L’intervento è stato reso possibile grazie alla collaborazione delle autorità municipali, della Fondazione “Consultora Don Bosco” e della ONG salesiana dell’Austria “Jugend Eine Welt” (JEW). 

Guayaquil è una delle città più importanti dell’Ecuador, sviluppatasi prevalentemente sulla riva destra del fiume Guayas, la sua popolazione raggiunge i 3 milioni e mezzo di abitanti. Il quartiere Nigeria, che sorge sull’isola di Trinitaria, nel delta del fiume, è uno dei quartieri più poveri e disagiati della città. Qui i Salesiani hanno sviluppato un progetto per ragazzi di strada che mira a migliorare la qualità della vita dei minori, riscattarli da una situazione di rischio, reinserirli nelle proprie famiglie e aiutarli a percorrere un percorso educativo e di formazione professionale. Sono circa 300 i ragazzi coinvolti nel progetto.

La consegna delle abitazioni, avvenuta la settimana scorsa, rientra tra gli interventi previsti dal progetto. Alle famiglie dei ragazzi è stata consegnata una casa, così da favorire la promozione sociale e la stabilizzazione relazionale del minore.

Alla cerimonia sono intervenuti il Sindaco di Guayaquil, il sig. Jaime Nebot Saadi, l’arcivescovo ausiliare, mons. Guido Iván Minda Chalá, don Javier Herrán, Rettore della Università Politecnica Salesiana e iniziatore del “Proyecto Chicos de la Calle”, don Francisco Sánchez, e Reinhard Heiserer, direttore della JEW. 
 
Dopo aver attraversato le strade del nuovo insediamento e aver assistito alle esibizioni artistiche proposte dai ragazzi dell’oratorio, il Sindaco ha consegnato i certificati di proprietà alle famiglie beneficiarie e ha espresso la sua riconoscenza ai soggetti che hanno reso possibile la realizzazione delle case.

martedì 26 luglio 2011

"Signore da chi andremo?", nella Diocesi di Jesi la V edizione della rassegna d'arte Biblia Pauperum

La Diocesi di Jesi ed il Museo diocesano di Jesi con il patrocinio del Congresso Eucaristico Nazionale, della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Jesi presentano la quinta edizione del Biblia Pauperum, la rassegna di Arte per la Bibbia in occasione del XXV Congresso eucaristico nazionale.

Ideato e curato dal critico d’arte Armando Ginesi e da Don Vittorio Magnanelli, quest’anno il Biblia Pauperum tocca il tema dell’amore e della fratellanza: agli artisti era stato suggerito di rifarsi al Vangelo di San Giovanni, al “Vangelo dell’amore, cosi detto perche trabocca di esortazioni ad amarsi gli uni con gli altri” come spiega il professor Ginesi nel testo a catalogo, “ma era stata suggerita anche una seconda possibilità interpretativa, quella di cogliere l’aspetto più ampio del rapporto tra uomo e Dio e di esprimere il desiderio di ricerca della verità”.

“La maggior parte degli artisti invitati – spiega il professor Ginesi - ha seguito la raccomandazione più mirata di attenersi al capitolo sesto; altri si sono riferiti all’intero testo evangelico; qualcuno ha voluto infine trasferire in immagine la sua peculiare modalità di rapportarsi al sacro, in senso generale. In ogni caso io penso che tutti, sia pure in modo diverso l’uno dall’altro, abbiano fornito una riposta visiva a quell’interrogativo di Pietro – Signore, da chi andremo? – che titola il Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona nel cui contesto questa mostra si situa.”


La Biblia Pauperum è nelle Marche una rassegna pionieristica che fin dal 1996 è riuscita a mostrare la Bibbia attraverso l’arte trattando diversi temi, come “L’esodo” nel 1996, “L’Apocalisse” nel 1999, “Giobbe, l’Uomo” nel 2002 ed il “Cantico dei Cantici” nell’edizione 2007–2008.


La Biblia pauperum, nella sua concezione più ampia, è propriamente un’espressione latina che sta a rappresentare quella che era la “Bibbia dei poveri”, una raccolta di immagini medievali che rappresentano scene della vita di Gesù, ma rappresenta anche l’allestimento iconografico di una Chiesa, dipinti e affreschi che potevano dare la possibilità anche ai più poveri la possibilità di conoscere la storia della salvezza.


L’inaugurazione si terrà sabato 27 agosto alle ore 18.00 presso la Chiesa di San Nicolò Corso Matteotti, Jesi alla presenza del Vescovo S. E. Mons. Gerardo Rocconi, di rappresentanti delle Amministrazioni Regionale, Provinciale e Comunale con a seguire la visita alle due sedi.


La rassegna rimarrà aperta fino al 2 ottobre 2011 in questi orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, mentre la domenica dalle 17 alle 20. L’ingresso è libero.

Comunicato Stampa

lunedì 25 luglio 2011

I 50 anni dell'Istituto delle Missionarie Secolari Scalabriniane

Ricorre oggi il 50° anniversario della nascita dell’Istituto delle Missionarie Secolari Scalabriniane. L’Istituto sorse a Solothurn, in Svizzera, il 25 luglio 1961 su iniziativa di Adelia Firetti, giovane insegnante di Piacenza. 

La comunità delle Missionarie ha compiuto i suoi primi passi in un contesto di emigrazione e ha ricevuto la prima approvazione della Chiesa nel 1967 e il riconoscimento definitivo come Istituto Secolare nel 1990.

Le Missionarie sono un carisma all’interno della Famiglia Scalabriniana, che comprende innanzitutto le due congregazioni fondate dal Beato Giovanni Battista Scalabrini, quella dei Missionari Scalabriniani e quella delle Suore Scalabriniane.

Riferisce l’agenzia Fides che le Missionarie vivono la consacrazione a Dio e l’ispirazione scalabriniana in una forma di vita laicale, inserite negli ambienti ordinari della società, attraverso vari tipi d’impegno professionale (nel campo sociale, culturale, pastorale, scolastico, medico, artistico, scientifico), di condivisione e di sensibilizzazione a favore dei migranti e dei rifugiati. Attualmente le Missionarie sono di nove nazionalità e sono presenti in Svizzera, Germania, Italia, Brasile e Messico.

Vivendo in piccole comunità internazionali, le Missionarie sono chiamate a testimoniare che, con il fermento del Vangelo, è possibile vivere l’accoglienza e il dialogo tra le diversità, che apre la strada ad una nuova Pentecoste dei popoli.

Momenti culminanti di quest’anno di celebrazione sono stati il pellegrinaggio di tutte le Missionarie a Roma con l’udienza dal Papa (28-31 dicembre 2010), la Scalabrini-Fest di Primavera a Solothurn con 400 partecipanti di 33 Paesi differenti (29 aprile - 1° maggio 2011) e l’incontro delle Direzioni Generali dei tre Istituti della Famiglia Scalabriniana a Solothurn (15-18 giugno 2011).

Per ulteriori informazioni: http://www.scala-mss.net

venerdì 22 luglio 2011

A Udine tre giorni di formazione per "nuovi" catechisti


Tre giorni di formazione per i “nuovi” catechisti. Li propone, da oggi a domenica 24 al seminario di Castellerio, l’Ufficio per l’iniziazione cristiana e la catechesi dell’arcidiocesi di Udine.

Il corso, che prende come tema il passo giovanneo “Lo condusse da Gesù”, prevede una “formazione di base, pensata per chi sta per diventare catechista e per chi lo è già da qualche tempo, ma sente il bisogno di chiarire meglio la propria identità, missione e metodologia di lavoro”. 


Sei i momenti nei quali verranno affrontati altrettanti argomenti: “Perché evangelizzare? La nostra missione oggi”; “Chi è il catechista? Testimone, educatore, maestro. Le competenze necessarie”; “Cos’è la catechesi? Il cammino dell’iniziazione cristiana”; “Quali esperienze, quali contenuti? Gesù come centro e la vita cristiana”; “In che modo accompagnare? Elaborare un progetto catechistico”; “Da soli o insieme? L’alleanza tra gruppo catechistico, comunità e famiglie”.

A guidare il corso sono don Alessio Geretti (direttore dell’Ufficio diocesano per l’iniziazione cristiana e la catechesi), mons. Andrea Lonardo (direttore dell’Ufficio catechistico di Roma) e don Roberto Gabassi (già direttore dell’Ufficio catechistico di Udine).

Per ulteriori informazioni:
Arcidiocesi di Udine

giovedì 21 luglio 2011

Il 21 agosto corsa sotto le stelle per amore e per Giovanni Paolo II. A Polignano a Mare

L'Associazione "Giovanni Paolo II" di Polignano a Mare (BA) ha organizzato per il prossimo 21 agosto la I edizione della corsa sotto le stelle "per amore e per Giovanni Paolo II", con lo slogan "Corriamo e... insieme Lodiamo Dio per il dono di Giovanni Paolo II Beato".

La gara non è competitiva ed aperta a bambini, donne e uomini, fino ai 90 anni d'età!

Per aggiornamenti sull'iniziativa: Associazione Giovanni Paolo II

mercoledì 20 luglio 2011

Una Chiesa segreta sopravvissuta in Ucraina. L'esperienza di Oleksandra Krypyakevych

“Questa chiesa è in grado di dare una grande di testimonianza di forza e speranza per essere sopravvissuta”. Così l’ucraina Oleksandra Krypyakevych che stamattina, nel corso del 26° Colloquio europeo delle parrocchie (Cep) in svolgimento a Nyíregyháza, ha voluto raccontare la sua esperienza.

“Nella mia famiglia c’erano molti sacerdoti e mio cugino e il fratello di mio nonno erano tra i 27 beatificati nel 2001 da papa Giovanni Paolo II in Ucraina”.

La donna ha avuto il padre - prete di rito greco-cattolico - e la madre arrestati. Da piccola ha vissuto con i fratelli per mesi in un lager, insieme a molte altre persone, perché “c’era un progetto del regime di liquidare la Chiesa cattolica e anche molti sacerdoti e vescovi sono stati imprigionati o mandati in Siberia”. 

Krypyakevych ha fatto l’esperienza della “chiesa segreta, nascosta”, di cui è rimasta traccia nei libri di preghiere scritti in prigione dal padre e nei testi di catechesi, sempre celati, che stanno per essere consegnati ad un museo.

“Quando i miei genitori sono stati liberati – ha spiegato – siamo tornati in Ucraina ma non avevamo niente. Mio padre lavorava come violinista, e celebrava in segreto matrimoni e battesimi: lui è morto nel 1985 e non ha potuto vedere la resurrezione della Chiesa ma mia madre, che ha 92 anni, prega molto, scrive le sue memorie e ringrazia il Signore per le sofferenze ed esperienze passate”.

Anche Bohdan Kalynyak, che proviene da una famiglia cattolica di professori, ha raccontato che per la loro fede i suoi familiari non potevano lavorare e le condizioni di vita erano ai limiti della sopravivenza, ma “mio padre mi ha sempre ripetuto di non ascoltare quello che dicevano gli altri e di essere sempre sincera e critica”.
 

-Sir- 

martedì 19 luglio 2011

Dall'India al deserto peruviano: i Carmelitani di Maria Immacolata prendono possesso di una parrocchia

La comunità di La Union, nella Bassa Piura (periferia del capoluogo Piura, a 20 km dal centro della città), ha accolto calorosamente Padre Tomy Mathew Moozhayil, C.M.I. e Padre Joseph Anthony Palackal, C.M.I., entrambi provenienti dall'India, che hanno preso possesso della parrocchia di San Silvestro, rispettivamente come parroco e amministratore. 

La Messa è stata presieduta da Mons. José Antonio Eguren Anselmi, Arcivescovo di Piura, che dopo aver letto il decreto di nomina del parroco, ha presentato padre Tomy Mathew alla comunità e gli ha consegnato le chiavi della chiesa, il battistero, il confessionale, il libro della Parola di Dio e gli oggetti sacri per celebrare l'Eucaristia, come simbolo del suo ministero in questa parrocchia. I fedeli presenti hanno espresso con frequenti applausi la gioia e la gratitudine per l'arrivo del nuovo parroco. 

Durante la cerimonia, che si è svolta il 10 luglio, Mons. Eguren ha assicurato alla comunità che "avrà il nuovo pastore a completo servizio, ma a Padre Tomy non dovrà mancare la collaborazione di tutti, in modo che questa comunità diventi terra buona e possa dare molto frutto". 

Dopo l'Eucaristia, padre Tomy Mathew Moozhayil e padre Joseph Anthony Palackal hanno potuto apprezzare le manifestazioni di affetto e di benvenuto che il popolo di La Union ha espresso fin dal loro arrivo. Entrambi i sacerdoti provenienti dall'India, avevano già esercitato il ministero sacerdotale nella città di Arequipa, Camana e Chosica. 

Appartengono alla Comunità dei Carmelitani di Maria Immacolata, che con 14 sacerdoti dello stato indiano del Kerala, realizzano attualmente una grande opera sociale in Perù. I Carmelitani di Maria Immacolata sono il primo e più grande ordine religioso maschile della Chiesa cattolica in India.

-Fides-

lunedì 18 luglio 2011

Prosegue la catechesi estiva nei campi parrocchiali cinesi

Divertimento e studio del catechismo: sono queste le due parole chiave dei campi estivi per ragazzi che hanno organizzato molte diocesi cinesi anche per dare un aiuto concreto alle famiglie con genitori che lavorano. 

I campi sono gestiti da sacerdoti, religiose, seminaristi, animatori o catechisti laici, a seconda dei casi, precisa l'agenzia Fides. 

La parrocchia di Wu An, nella diocesi di Han Dan, provincia dell’He Bei, ad esempio, ha dato vita a un campo cui stanno partecipando 200 bambini, guidati dai seminaristi e dalle suore alla scoperta delle Sacre Scritture, del catechismo e della musica sacra. 

I giovani hanno anche effettuato un pellegrinaggio a un Santuario Mariano dove hanno celebrato il sacramento della riconciliazione e partecipato alla solenne Eucaristia. La parrocchia di Xi Liu, diocesi di Xi An e provincia di Shaan Xi, si è avvalsa anche di studenti non cattolici per l’animazione del campo estivo dedicato principalmente al catechismo, ma anche al divertimento, ai compiti scolastici per le vacanze e al riposo. 

Le suore della diocesi si sono messe a disposizione per i pasti e gli alloggi, e tre ragazzi non cattolici hanno già chiesto di iniziare il cammino del catechismo.

venerdì 15 luglio 2011

Nasce la casa "Il Fiordaliso", per l'accoglienza di donne con gravidanza a rischio

Domani 16 Luglio alle ore 16, a San Vincenzo (LI), nella Diocesi di Massa Marittima, verrà inaugurata la Casa dell’Associazione “Il Fiordaliso” dedicata all’accoglienza di donne che si trovano in una situazione di “gravidanza a rischio”: donne che, per qualsiasi motivo (solitudine, abbandono, difficoltà economiche…), giungerebbero alla decisione di sopprimere la vita del piccolo che portano nel loro grembo.

Il Fiordaliso è nato come Associazione ONLUS il 19 febbraio 2010 dall’incontro e dalla passione di tredici donne con questo unico scopo: ascoltare, accompagnare, sostenere ed eventualmente accogliere donne che vivono questo momento di grande fragilità e vulnerabilità.

"Abbiamo potuto iniziare a mettere mano a questo progetto grazie alla disponibilità e fiducia di Mons. Giovanni Santucci e possiamo portare a compimento la fase della preparazione della Casa grazie all’incoraggiamento e partecipazione di Mons. Carlo Ciattini: due Vescovi che, nel loro succedersi, ci permettono di sentire che questo servizio viene ad inserirsi nel cuore della nostra Diocesi, oltre che proporsi nel Territorio", afferma in un comunicato Suor Serena, la Presidente dell'Associazione.

"Il primo anno dopo la Fondazione dell’Associazione è stato tutto dedicato alla ristrutturazione della Casa (situata in San Carlo - San Vincenzo - Via Solvay,10): impegnativo e pieno di sorprese il lavoro che ci ha permesso di conoscere a fondo questo grembo che si sta preparando per accogliere grembi portatori di vita!"

"Tutto questo lavoro è stato possibile solo grazie a tante persone generose che hanno messo a disposizione ciascuno quanto ha potuto! E’ stata ed è un’esperienza veramente commovente veder avvicendarsi nei vari interventi uomini e donne pronti a sacrificare tempo e ad impiegare energie perché la casa acquistasse i requisiti richiesti per questo tipo di accoglienza; è stato ed è motivo di profonda e sincera gratitudine ricevere gli aiuti materiali necessari per affrontare i vari lavori e per coprire le varie spese…".

"In semplicità e umiltà, nel rispetto di ogni donna ma soprattutto con il sincero desiderio di fare del nostro meglio per aiutare a creare condizioni di libertà e di gioiosa apertura alla vita, CI SIAMO e chiediamo a chi ci conosce di dire che ci siamo.. insieme possiamo aiutarci a fare grandi cose".

"Un ultima parola la spendiamo sulla scelta del nome: il fiordaliso è un fiore delicatissimo (perché risente fortemente degli agenti chimici e quindi in estinzione) che cresce nei campi di grano (dal grano il pane: un alimento per la vita).. con la sua delicatezza il fiordaliso accompagna il sorgere e la nascita della vita!", conclude la Presidente.

Per chi desiderasse sapere qualcosa di più de Il Fiordaliso può telefonare al 331.7818486, scrivere una mail  a suorserena.nicoletta@alice.it o visitare il sito www.sorelleminori.it.

Per contribuire economicamente: Banca di Credito Cooperativo agenzia Donoratico IBAN: IT17 N084 6170 6800 0001 0286 102; 5Xmille: C.F. 90031210496.

giovedì 14 luglio 2011

Un campo di lavoro e formazione missionaria nella Diocesi di Fano

La bellezza salverà il mondo, un percorso a partire dal volto dell'uomo per arrivare al volto di Dio. È il tema del campo di lavoro e formazione missionaria – rende noto Don Giacomo Ruggeri, dalla Curia Vescovile – che si terrà dal 17 al 23 luglio nella Diocesi di Fano, organizzato dal Centro Missionario Diocesano, il Centro Diocesano Vocazioni e la Pastorale Giovanile. 

Cinque giorni in cinque parrocchie della Diocesi (Bellocchi, S. Costanzo e Cerasa, S. Lorenzo in Campo, Fossombrone parte prima e Fossombrone parte seconda, essendo una zona pastorale unica che comprende più comunità). 

Una delle caratteristiche del campo di lavoro è la sua conduzione: a coordinare i lavori saranno due giovani, Stefano Giovannelli della Parrocchia di Metaurilia-Torrette studente universitario di ingegneria ed Erika Volpini della Parrocchia di Rosciano, studentessa universitaria Urbino (Grafica). 

La giornata è così strutturata: 50 ragazzi, ai bordi dei pulmini, raggiungeranno la parrocchia: al mattino si terrà la raccolta di indumenti usati bussando di casa in casa, parlando con le persone, facendosi conoscere come ragazzi del Centro Missionario. I pasti vengono offerti dalla parrocchia e nel pomeriggio la seconda parte centrale del campo: la formazione missionaria. 

Sarà P. Enzo Tonini Missionario Saveriano (ora in Ancona, già missionario in Colombia) a guidare le riflessioni. 

Dopo cena si svolge la festa nella piazza del paese coinvolgendo le persone incontrate al mattino, andando di casa in casa. La giovane carovana missionaria riprende poi il cammino per una nuova parrocchia nel giorni successivo. L’esperienza dei campi missionari – prosegue don Ruggeri – si svolge da circa 30 anni ed ha suscitato tante esperienze, vocazioni missionarie, di famiglia, al sacerdozio, in monastero.

-FanoInforma- 

mercoledì 13 luglio 2011

In Canton Ticino (Svizzera) l'Azione Cattolica compie 150 anni




Si è appena conclusa una giornata importante per l’Azione Cattolica Ticinese: domenica 10 luglio, l’ACT ha infatti celebrato la festa per i suoi 150 anni. 

La giornata è iniziata alle ore 10.30 ad Olivone per la Santa Messa celebrata da Monsignor Vescovo Pier Giacomo Grampa: una Chiesa gremita di gente, che ha visto presenti anche gli invalidi del Campo Invalidi Vita Serena di Olivone con i loro volontari. 

Il vescovo Pier Giacomo Grampa nella sua omelia ha proposto una lettura dei 150 anni di storia dell’Azione Cattolica Ticinese all’interno dei parametri della parabola del buon Seminatore: l’ACT è un’associazione che ha continuato a «seminare» nel tempo, superando diffcoltà e deve continuare a farlo, senza demordere se i risultati sperati a volte non soddisfano le aspettative, continuando con un atteggiamento di “servizio, di lavoro indefesso, instancabile, di impegno e slancio generoso perché a dare frutto non siamo noi, ma il seme che gettiamo.
 
Non perdiamo mai la fducia nella bontà del seme che è Cristo Gesù”. Un invito alla fiducia e all’ottimismo quello di Monsignor Pier Giacomo Grampa, seguito dal discorso del Presidente dell’Azione Cattolica Ticinese, Davide De Lorenzi, che ha espresso la vicinanza dell’Associazione al proprio Vescovo.
 
Dopo la Santa Messa, è seguito un pranzo in amicizia alla casa La Montanina di Camperio, dove erano presenti anche i ragazzi partecipanti al campeggio estivo di ACG e le loro famiglie. Una giornata di festa per un’associazione che nel tempo continua a rinnovarsi e crescere nell’amicizia e nella fede.
 
Prossimo Appuntamento:Convegno internazionale promosso da ACTsabato 1 e domenica 2 ottobre 2011 - Lugano

Per ulteriori informazioni: www.azionecattolica.ch/centocinquantesimo

martedì 12 luglio 2011

Animatrice missionaria a 13 anni e autrice di poesie dedicate alla vita, a Dio e ai Santi

"Abbracciare le missioni con un piccolo cuore" è il titolo del libro preparato e stampato dalla Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria in Polonia, che raccoglie le poesie scritte da Paulina Walczyk (1990-2003), una giovane ragazza morta a soli 13 anni, il 21 marzo 2003, che faceva parte dell'Infanzia Missionaria. 

Pur essendo molto malata Paulina infatti faceva parte della Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria e dell'Adozione Spirituale per i bambini non ancora nati, inoltre è stata una animatrice missionaria. Le poesie di Paulina Walczyk sono dedicate alla vita, a Dio, all'Anno liturgico, ai Santi (come San Massimiliano Kolbe, Santa Bernadetta Soubirous), alle Missioni, ai missionari, ai genitori. 

"Per ogni lettore le poesie della giovane Paulina Walczyk possono essere un'ispirazione ad amare con tutto il cuore l'opera missionaria della Chiesa" scrive nell'Introduzione don Tomasz Atlas, Direttore nazionale delle POM in Polonia. 

Le illustrazioni per l'antologia sono state preparate dai bambini del Gruppo Missionario della scuola elementare di Szczytno.

-Fides-

lunedì 11 luglio 2011

Un Festival Francescano dal 23 al 25 settembre a Reggio Emilia

Dal 23 al 25 settembre Reggio Emilia diventerà la città di San Francesco, la cui figura sarà celebrata in un festival a lui interamente dedicato, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. 

“Difficilmente si potrebbe trovare un’altra figura che incarni in sé in modo altrettanto ricco e armonioso le caratteristiche proprie del genio italico”, diceva il Beato Giovanni Paolo II riguardo al Poverello d’Assisi. 

La terza edizione della kermesse, in onore della quale la preziosa reliquia di un lembo della sua veste intriso del sangue delle stimmate sarà trasportato qui dal Santuario toscano della Verna, è organizzata dal Movimento francescano dell’Emilia Romagna e auspica di superare le 25mila presenza registrate lo scorso anno. 

Il cuore del festival è un messaggio di fraternità, servizio e dialogo, che sarà testimoniato da grandi protagonisti della società civile, del mondo politico e di quello accademico. Inoltre, la musica di Giovanni Allevi farà da cornice alla manifestazione, nel corso della quale lo scrittore Enrico Brizzi presenterà il progetto “Italica 150”: un romanzo e una mostra fotografica comprensiva di video, frutto dei 2100 km percorsi a piedi per rispondere alla domanda “chi sono, oggi, gli italiani?”. 

Mario Piovano, poi, interpreterà il testo “Lu santo jullàre Françesco”, firmato dal premio Nobel per la Pace, Dario Fo; quindi le canzoni di Niccolò Fabi e del Piccolo coro dell’Antoniano, nonché un laboratorio teatrale a cura della Scuola di Pace di Monte Sole e della compagnia Archivio Zeta. 

Il festival, riferisce la Zenit, è patrocinato dal Comune di Reggio Emilia, nasce in collaborazione con la diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, che allestirà una prestigiosa mostra di Guido Reni.

-RadioVaticana-

Per ulteriori informazioni sul Festival Francescano: http://www.festivalfrancescano.it/

venerdì 8 luglio 2011

In Iraq una nuova chiesa dedicata a San Paolo Apostolo, nel villaggio che significa "tre fontane"

È stata inaugurata nell’area di Kirkuk, nel villaggio di Sikanaya, in Iraq, una nuova chiesa dedicata a San Paolo Apostolo. La parola “Sikanaya”, infatti, significa “tre fontane” e ricorda il luogo in cui è stato martirizzato il Santo a Roma.

L’edificio, precisa AsiaNews, è stato costruito su un terreno offerto dalla comunità, è stato aperto il 4 luglio, con una Messa presieduta dall’arcivescovo di Kirkuk, mons. Luis Sako. Il vescovo ha quindi incoraggiato i fedeli a rimanere nel Paese e testimoniare la loro fede con fiducia e coraggio. 


Tre giorni dopo si è tenuta l’inaugurazione ufficiale, alla presenza dei responsabili della provincia e di alcuni imam. La preghiera universale è stata recitata da uno Shaikh musulmano arabo e da un curdo turkmeno, per porre l’accento sul dialogo interreligioso. 

L’imam stesso ha fatto un augurio: “Che questo luogo sia sempre santo, e che i cristiani possano pregare e ringraziare Dio”. L’arcivescovo ha spiegato poi che la chiesa, come la moschea, “è un luogo speciale per adorare Dio in spirito e verità”, perché è la casa del popolo. Riflette, infatti, la bellezza di Dio, il suo amore, la sua misericordia e il perdono”. 

“Il suo ruolo – ha aggiunto - è di formare il cuore dei fedeli con valori grandi e nobili: il bene, l'amore e la carità, l'onestà, la generosità e la cooperazione, ma anche di tenere lontano il cuore dal male e dall'odio”. “Abbiamo bisogno, infatti, l'uno dell'altro, non possiamo essere isolati gli uni dagli altri e vivere da soli, perché l'isolamento è una morte lenta. L’apertura è segno di vita rinnovata e di crescita”, ha concluso. 

L’arcivescovo ha ringraziato, infine, la comunità che ha contribuito a costruire il “mosaico” culturale di Kirkuk: “Tutti i cittadini di Kirkuk devono rimanere uniti e collaborare insieme per tempi migliori – ha detto - la speranza è quella di continuare la presenza cristiana insieme ai nostri fratelli musulmani”. 

-Radio Vaticana-

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