"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

martedì 27 marzo 2012

Il Papa scrive ai giovani: siate missionari della gioia, quella che nasce da Dio e non tradisce

La prova “dell’affidabilità” della fede cristiana è questa: che in un mondo triste e inquieto il cristiano vero mantiene in sé, e diffonde attorno a sé, la gioia. Parte da questa considerazione il lungo Messaggio di Benedetto XVI, che guarda alla Gmg del primo aprile, ma parla fin d’ora ai giovani, specialmente a quelli – nota – che “hanno un immenso bisogno di sentire che il messaggio cristiano è un messaggio di gioia e di speranza”. Il Papa sviluppa la sua riflessione in sette punti, partendo da un assunto incontestabile: il cuore umano “è fatto per la gioia”, perché – afferma – è l’ingrediente che chiunque cerca per “dare sapore” alla propria esistenza. 


lunedì 19 marzo 2012

Nasce l'Associazione culturale "Giuseppe De Carli" per promuovere iniziative di riflessione e confronto sull'informazione religiosa


In programma un Premio nazionale per giornalisti, studenti e ricercatori universitari

Roma, 19 marzo 2012 - Inizia oggi la propria attività l’associazione culturale “Giuseppe De Carli – Per l’informazione religiosa”, intitolata al noto vaticanista, responsabile della struttura Rai Vaticano, scomparso due anni fa.

martedì 13 marzo 2012

Presentato l'Annuario pontificio. Continua in crescita il trend del numero dei sacerdoti nel mondo


L'Annuario Pontificio 2012 è stato presentato al Santo Padre dal Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato e dall'Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali, in presenza dei collaboratori che hanno curato la nuova edizione e la stampa del volume. È stato anche presentato l'"Annuarium Statisticum Ecclesiae", curato dallo stesso Ufficio.


lunedì 12 marzo 2012

In Honduras la Caritas in prima linea contro la violenza e per il rispetto dei diritti umani


La campagna promossa dalla Caritas a livello nazionale, intende recuperare in Honduras quei valori profondamente cristiani come il rispetto della dignità umana e dei diritti umani, la tolleranza, la solidarietà e il bene comune. Questo sforzo richiede l'avvicinamento alla realtà sentendo come proprio il dolore, la sofferenza e l'angoscia del prossimo, soprattutto dei poveri e di coloro che soffrono in prima persona a causa della violenza.

La campagna, lanciata ufficialmente il 3 febbraio, si propone di contribuire a creare un clima di rispetto per la vita e la dignità umana, così calpestate nel paese, partendo dai gruppi, dalle comunità, dalle parrocchie e dalle diocesi. In tutto il territorio dell'Honduras si susseguono gli atti di violenza, e questa situazione incide negativamente sulla vita personale, familiare, comunitaria e sociale. Inoltre colpisce l'economia, sconvolge la quiete pubblica, semina sfiducia, danneggia il tessuto sociale, fa aumentare il risentimento, la paura, l'angoscia e il desiderio di farsi giustizia da soli.

Il settimanale cattolico dell'Honduras "Fides" continua a cercare di smuovere le coscienze proponendo una informazione completa e secondo lo spirito cristiano, dinanzi alla realtà violenta che vive il paese. Così propone la campagna della Caritas con queste parole: "In questo tempo di Quaresima, quando la liturgia ci chiama a seguire Cristo e ad imparare da Lui la sua profonda compassione per la sofferenza umana, la sua vicinanza ai poveri, ai diseredati e agli esclusi, dobbiamo impegnarci risolutamente a cambiare il nostro ambiente, ciò che ci circonda. Cominciamo con gesti, comportamenti e atteggiamenti piccoli ma significativi. I cristiani sanno che la violenza genera violenza, quindi è importante imparare a vedere i nostri fratelli come figli di Dio e non come nemici. Condanniamo fermamente il peccato ma non il peccatore. Cercare soluzioni profonde non è sempre facile, ma ci assicura una convivenza armoniosa. Ricordiamoci che la repressione può mettere sotto controllo temporaneamente la violenza, ma non raggiunge la sua radice".

Il settimanale cattolico Fides, fondato nel 1956 da Padre José Alfonso Molina, all'inizio era un bollettino di 4 pagine per i fedeli di una zona della capitale dell'Honduras. Nel 1962 diventa un settimanale, redatto da giornalisti, ed inizia ad avere un grande pubblico prima nella società del paese e poi nel Centro America.



-Fides-


lunedì 5 marzo 2012

Il Pakistan assegna la più alta onorificenza civile ad un sacerdote

Il "Sitara-e-Quaid-e-Azam", la più alta onorificenza civile destinata a cittadini stranieri, è stata assegnata dal governo pakistano a padre Robert McCulloch, membro della Società missionaria di San Colombano, distintosi per l’aiuto profuso per tutta la popolazione, in modo speciale durante l’alluvione che ha devastato il Pakistan lo scorso anno. Qui, in un'intervista della Radio Vaticana:

D. – Lei ha ricevuto la più alta onorificenza civile del Pakistan destinata a cittadini stranieri. E’ un premio che le viene consegnato direttamente dal governo pakistano. Per quale motivo?

R. – Credo che il pensiero di darmi questo premio rispecchi un sentimento chiaro: l’atteggiamento del fondamentalismo non è proprio del Pakistan. E’ sì presente nel Paese, ma è un atteggiamento falso. Con questo premio, si è voluto affermare che nel Pakistan esistono luoghi dove possono vivere i cristiani.

D. – In Pakistan, c'è il problema della legge sulla blasfemia... 

R. – Le leggi sulla blasfemia sono la radice dell’ingiustizia e sono contrarie al pensiero del padre della patria del Pakistan, Mohammad Ali Jinnah. Egli ha affermato che in questo Paese tutti sono uguali: nel tempio, nelle moschee e nelle chiese... Quando sentiamo la parola "minoranza", già ci troviamo di fronte a una differenza, anche rispetto alla legge, e per questa ragione i cristiani in Pakistan vivono tempi pericolosi.

D. – E’ possibile immaginare un futuro di pace e di convivenza fra le religioni?

R. – Credo che la maggioranza voglia proprio questa pace. Ma tra i fondamentalisti c’è una guerra religiosa. Nel momento in cui ci sarà la pace tra i musulmani, credo che ci sarà la pace per tutti, anche per i cristiani. (vv)

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