"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

domenica 11 novembre 2012

Benedetto XVI: la musica sacra favorisce la fede e coopera alla nuova evangelizzazione. Urgente la riscoperta della lingua latina.

La musica sacra favorisce la fede e coopera alla nuova evangelizzazione. Lo ha sottolineato Benedetto XVI ricevendo le numerose Scholae Cantorum di ogni parte d'Italia giunte a Roma per un pellegrinaggio organizzato dall'Associazione Italiana Santa Cecilia, in occasione dei 50 anni dell'apertura del Concilio Vaticano II.

Innanzitutto la fede, come insegna l'esempio di Sant'Agostino e la sua stessa testimonianza raccolta oltre che nel De Musica, nel decimo libro delle Confessioni. La musica, e in particolare il canto, se ben fatti e curati - ad esempio, "con voce limpida e la modulazione più conveniente" - possono dare "maggiore forza comunicativa" alla recita dei salmi e dei cantici biblici, sono essi stessi "liturgia" (parte necessaria ed integrante) e quindi aiutano "l'intera Assemblea a lodare Dio".
Sul piano della nuova evangelizzazione, è facilmente intuibile il "compito rilevante" della musica sacra nel "favorire la riscoperta di Dio, un rinnovato accostamento al messaggio cristiano e ai misteri della fede". Sono molti, infatti, gli esempi di persone che ascoltando il canto sacro "sono state toccate nel profondo dell'animo" o si sono sentiti "nuovamente attirati verso Dio".

Però è importante migliorarne "la qualità", recuperando e valorizzando "la grande tradizione musicale della Chiesa", a cominciare dal canto gregoriano e dalla polifonia, e così "far cantare il cuore di tante persone".

Sempre in tema di tradizione della Chiesa, il 10 novembre Benedetto XVI ha istituito la Pontificia Accademia di Latinità, per "sostenere l'impegno per una maggiore conoscenza e un più conveniente uso della lingua latina", oltre che nell'ambito ecclesiastico anche "nel più vasto mondo della cultura".

Questa decisione si è resa necessaria dopo aver preso atto del "generalizzato affievolimento degli studi umanistici", e in particolare del pericolo "di una conoscenza sempre più superficiale della lingua latina", soprattutto "nell'ambito degli studi filosofici e teologici dei futuri sacerdoti".

L'Accademia, che dipenderà dal Pontificio Consiglio della Cultura, a questo proposito dovrà curare pubblicazioni, incontri, convegni di studio, rappresentazioni artistiche, corsi, seminari, mostre, concorsi..., con un occhio di speciale riguardo alle giovani generazioni e presso le Istituzioni formative cattoliche.

Giovanni Tridente

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