"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

sabato 17 novembre 2012

Benedetto XVI: la "scienza cristiana della sofferenza" diventi il lessico universale degli operatori sanitari

Quanti operano nel campo dell'assistenza sanitaria, come professionisti ma anche come volontari, diventino gli "esperti qualificati!" della "scienza cristiana della sofferenza", vivendo la propria attività come una singolare "missione umana e spirituale". È l'invito che Benedetto XVI ha rivolto ai partecipanti alla Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ricevuti questa mattina in Udienza insieme a medici, membri dell'UNITALSI e studenti delle Facoltà di Medicina.

Compassione, solidarietà, condivisione, abnegazione, gratuità e dono di sé sono gli ingredienti che il Papa ha indicato come appartenenti a questa particolare "scienza", auspicando che diventi "il lessico universale" di tutti gli operatori sanitari. 


Quella dell'assistenza a chi vive nella malattia, è una vocazione oltre che una professione, perché considera la persona sofferente "nella sua integralità e unicità". Di fronte ad una società che offusca "gli orizzonti etici della scienza medica", gli operatori cattolici sono chiamati ad assumere "maggiore responsabilità" e  un impegno diretto "di nuova evangelizzazione".

In tempi di crisi economica come quelli attuali, dunque, gli ospedali e le strutture sanitarie "debbono ripensare il proprio ruolo per evitare che la salute" possa essere ridotta a semplice merce "sottoposta alle leggi del mercato", piuttosto che "un bene universale da assicurare e difendere".

Si tratta in definitiva di concepire il proprio compito come "assistenza sanante ed evangelizzatrice", perché la società ha bisogno, "ora più che mai", di tanti "buoni samaritani dal cuore generoso e dalle braccia spalancate a tutti". Esattamente come fecero "San Giuseppe Moscati, San Riccardo Pampuri, Santa Gianna Beretta Molla, Santa Anna Schäffer e il Servo di Dio Jérôme Lejeune", che il Papa ha indicato come figure esemplari di questa "scienza cristiana della sofferenza".

Giovanni Tridente

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