"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

mercoledì 14 novembre 2012

Benedetto XVI: mondo, uomo e fede, tre vie per arrivare a Dio

Contemplare la creazione, soffermarsi a guardare in profondità in noi stessi e vivere allo scoperto la propria fede rappresentano le vie privilegiate per arrivare alla conoscenza di Dio e per recuperare quanti vivono con indifferenza la sua stessa esistenza ed azione, quando non la mettono addirittura in dubbio. È ciò su cui ha riflettuto Benedetto XVI nel corso dell'Udienza generale di questa mattina, nell'Aula Paolo VI.

Di fronte al rischio di "essere abbagliati dai luccichii della mondanità" e a questo modo "distruttivo" del secolarismo che impoverisce di fatto tutto l'uomo (perché lo lega agli idoli) e apre le porte "al relativismo e ad una concezione ambigua della libertà", il Papa individua tre grandi "risposte": "il mondo, l'uomo, la fede".


Innanzitutto, è di fondamentale importanza "recuperare e far recuperare all'uomo d'oggi la capacità di contemplare la creazione", perché più si indaga in profondità sulla "bellezza" del mondo, più si scoprono "i meravigliosi meccanismi" e l'"intelligenza creatrice" che lo animano.

Ugualmente importante è fermarsi e "guardare in profondità in noi stessi" per leggere quella "sete di infinito che portiamo dentro, che ci spinge ad andare oltre e rinvia a Qualcuno che la possa colmare".

Infine, "la vita della fede", superando il timore di mostrarla nella quotidianità del proprio vissuto. Essa "è incontro con Dio che parla e opera nella storia" e che ci converte, "trasformando in noi mentalità, giudizi di valore, scelte e azioni concrete". Però occorre che questa nostra testimonianza sia resa  "sempre più trasparente", affinché possa condurre gli altri a Dio.

Per Benedetto XVI queste risposte sono le uniche che la fede può dare - con "dolcezza e rispetto" - "all'ateismo, allo scetticismo, all'indifferenza". Fermo restando che è sempre Dio colui che prende per primo l'iniziativa, "ci illumina, ci orienta e ci guida, rispettando sempre la nostra libertà".

Giovanni Tridente

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