"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

venerdì 16 novembre 2012

Benedetto XVI: unità tra i cristiani per il successo dell'evangelizzazione

 C'è "uno stretto legame tra la sorte dell'evangelizzazione e la testimonianza dell'unità tra i cristiani", come avevano sottolineato già i Padri Conciliari nella Unitatis redintegratio e come lo stesso Gesù aveva chiesto ai suoi discepoli: "siano una cosa sola, perché il mondo creda". Sono le riflessioni che Benedetto XVI ha rivolto ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ricevuti ieri in Udienza.

Il cammino verso l'unità, non può non tener conto della "crisi di fede" che sta interessando varie parti del mondo, né "possono essere ignorati i numerosi segni che attestano il permanere di un bisogno di spiritualità". Per le Chiese e Comunità ecclesiali, "la povertà spirituale" dell'uomo contemporaneo rappresenta dunque "una sfida" e un urgente "imperativo", che in se stesso unisce già nel comune obiettivo dell'evangelizzazione.

Ma la vera unione è quella della "comunione ecclesiale", basata sulla stessa "fede in Dio, Padre e Creatore, che si è rivelato nel Figlio Gesù Cristo, effondendo lo Spirito che vivifica e santifica". 

E quindi la meta dell'ecumenismo "è l'unità visibile tra i cristiani divisi". Ma come raggiungerla? Intanto, i "dialoghi teologici" e le "conversazioni con le Chiese e comunità ecclesiali" sono un passo importante perché "permettono di cogliere, insieme a resistenze e ostacoli, anche ricchezze di esperienze, di vita spirituale e di riflessioni teologiche" e stimolano una "più profonda testimonianza".

Evidentemente, oltre all'impegno degli uomini bisogna riconoscere che questa unità "è dono di Dio, può venire solamente dal Padre mediante il Figlio, perché la Chiesa è la sua Chiesa".

L'auspicio del Papa per l'Anno della fede è che questo cammino verso la piena comunione possa proseguire in modo da diventare oltre che "frutto della fede" un "mezzo" e un "presupposto" per annunciare Dio all'uomo di oggi "in modo sempre più credibile".

Giovanni Tridente

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